Roccaraso: un paese dai tanti e variopinti “petali”….
Roccaraso: un paese dai tanti e variopinti “petali”…quali storia, sci, turismo, arte, cucina e poesia.
Indelebile il 2010 quale anno in cui ricorre il primo secolo della storia sciistica di Roccaraso. L’unicità di questo particolare anno è data non solo dai tanti eventi che hanno costellato i numerosi giorni di attività turistica e sportiva costituenti questo ricco centenario, ma anche da un “segno” che sicuramente segnerà per sempre il presente, ma soprattutto il futuro roccolano.
Come nel febbraio del 1910 i primi sci lasciarono la loro impronta indimenticabile sulla candida neve della località Impiso di Roccaraso, sul Piano delle Cinque Miglia, grazie al “Convegno invernale di ski” organizzato dal Touring Club Italiano, nel febbraio del 2010 una nuova impronta è stata lasciata sul territorio roccolano: il simbolo per ricordare nel mondo la città di Roccaraso. “Avevo sempre immaginato un simbolo che fissasse nella mente delle persone il nome di Roccaraso come qualcosa di caratteristico ed avendo utilizzato una particolare immagine per il mio ultimo libro, in modo tale da raffigurare la storia del mio paese sui petali della Pulsatilla attraverso le immagini fondamentali del percorso centenario di questa località sciistica e turistica, mi sembrò quasi naturale che proprio la Pulsatilla Alpina, varietà che nasce sui nostri monti, diventasse il simbolo di Roccaraso: un fiore che così immaginato sintetizza in maniera efficace la bella storia, definitivamente riscoperta e narrata nei miei libri” spiega l’ideatore del “segno” roccolano, Ugo Del Castello, ragioniere comunale e storico appassionato del proprio paese.
Lo storico roccolano s’innamorò di questo particolare fiore di alta quota in un’escursione in montagna quando, tra gli ultimi cristalli di neve, scorse grandi macchie candide che guardandole bene si delineavano in fiori sconosciuti, con grandi e carnosi petali bianchi, valorizzati dai gialli, quasi dorati, pistilli che li distinguevano dalle macchie nevose. Fu così che utilizzò l’immagine della Pulsatilla come icona del libro che stava scrivendo, Roccaraso, due solchi sulla neve lunghi 100 anni, sintesi dei quattro testi precedentemente pubblicati, ma non solo, decise di renderla simbolo stesso del suo comune proponendo a tre artigiani locali di realizzare, ognuno secondo la sua attività, qualcosa che raffigurasse nelle sue sembianze tale fiore.
Entusiasta la risposta dei pasticceri Claudio D’Arcangelo e della moglie Paola Marchetti che, raccolta l’idea di La Pulsatilla è un dolce molto semplice
” svela la pasticcera Paola, “perchè il fiore è semplice, bianco ed estremamente delicato: è per questo che abbiamo confezionato la nostra specialità cercando di mantenere queste
peculiarità”. Gli ingredienti più semplici uniti all’aroma d’arancia e alla pasta di mandorla, hanno reso questo dolce una specialità unica e locale che, dalla propria presentazione, nella sera invernale dedicata ai 100 anni di sci roccolano, ha riscontrato un enorme successo, tra residenti e turisti, portando il nome di Roccaraso sulla “bocca” di un numero sempre più elevato di persone.
Particolarissima la riproposizione della Pulsatilla nella veste di un prezioso gioiello realizzato dall’orafo Franco Coccopalmeri. “Quando il mio compaesano Ugo mi ha proposto la sua idea, di rinnovare in un certo senso la storia del nostro paese, ho provato un’emozione fortissima, poiché in un istante ho visto fondersi le mie più grandi passioni: quella per l’arte orafa e l’amore per il mio territorio” afferma, quasi commosso, il giovanissimo artista. La commozione dettata anche dalla consapevolezza che nella storia di Roccaraso il suo nome sarà per sempre legato alla realizzazione del simbolo di identificazione della sua città: “
da quando ”, aggiunge sorridendo il giovane artigiano, “anzi, su un piatto d’oro!”. Il floreale gioiello, realizzato con l’oro bianco per i petali e con l’oro giallo per la parte centrale, è stato lavorato con la tipica filigrana abruzzese e con il bulino per l’intaglio del metallo e la concretizzazione dei fitti pistilli. Ma, rivela l’artista, è in cantiere anche una versione eseguita in soli diamanti.
Oltre alla particolare simbologia roccolana, la Pulsatilla in oro ha assunto un ulteriore significato fondato sul periodo primaverile, quale periodo di fioritura del fiore montano: donare la Pulsatilla alla persona amata simboleggia il rinnovo e il rinvigorimento dell’amore stesso, come la primavera, ogni anno, rinnova e perpetua la vita della natura.
A questi pregiati e straordinari capolavori artigianali, pian piano, si stanno aggiungendo tante e diverse iniziative legate all’originale idea dello scrittore Ugo Del Castello. Il primo albergatore ad appoggiare l’eccezionale proposta è stato Renato Cipriani, che nella sua struttura, l’Albergo Reale, ha iniziato a servire le pietanze ai propri clienti in piatti realizzati a mano con la raffigurazione dell’ormai già caro fiore, ma sembra che siano prossimi alla realizzazione anche souvenir in legno e stoffa, oltre ad altre e varie iniziative.
È così evidente come il sogno di Ugo Del Castello, che conclude “mi auguro che tra altri 100 anni, oltre che fiorire ancora a quota 1.900, la Pulsatilla sia sentita davvero nell’intimo della mia gente e soprattutto che in ogni dove la si vedrà unita alla parola Roccaraso, alla quale auguro una rinnovata fortuna, generata dall’impegno delle giovani generazioni per cambiare rotta, per mettere insieme tutte quelle iniziative che consentano di tornare a poggiare solidamente l’industria dell’ospitalità sulla realizzazione di nuovi alberghi, semmai pensati nel rispetto e nella valorizzazione della natura, risorsa e tipicità della nostra regione, e non solo del cemento”, passo dopo passo si stia tramutando in realtà.
Ciò che è certo è che questo delicato fiore è già sigillo della storia di Roccaraso, come cerniera tra passato e futuro e peculiare filo di unione tra natura, arte, gusto, poesia e turismo.
Andreina Gattone
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