Atessa: “Bacco Trabocco & Venere 2009″ grande l’affluenza di pubblico. Un vero successo per la seconda edizione
novembre 25, 2009 by Red.GdA
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Anche i ragazzi delle scuole elementari e medie di Atessa hanno dato il loro contributo alla riuscita dell’evento “Bacco Trabocco & Venere“. I più piccoli, quelli delle elementari, hanno realizzato diversi lavori che sono stati esposti nel Salone delle Degustazioni. Lavori che parlavano del pane e della sua importanza nell’alimentazione, del miele e della sua produzione, dei trabocchi che si affacciano sul nostro mare.


I ragazzi delle medie invece, presenti all’inaugurazione, hanno partecipato al Convegno su “Gusto e salute con i

Fabrizio Montepara
prodotti della Provincia di Chieti“. Con attenzione hanno seguito i vari relatori.

Gioia Salvatore - moderatrice del convegno
Il vice presidente nazionale delle “Città del Vino“, associazione di cui il Comune di Atessa fa parte, Fabrizio Montepara, che ha sottolineato l’importanza di lavorare insieme per promuovere il prodotto e tutelarlo. L’Assessore alla provincia con delega al turismo, Remo di Martino che ha parlato del turismo che parte proprio dall’enogastronomia. Il vice presidente nazionale di Casartigiani, Ferdinando Buccella che ha presentato l’associazione degli artigiani che operano

Adele Cicchitti, Vincenzo Pellegrini
nell’agroalimentare “Casagricomm” presenti con un loro stand. La professoressa Adele Cicchitti, studiosa di storia e tradizioni, che ha voluto rimarcare l’importanza di conoscere la cultura legata al cibo. A fare il padrone di casa al convegno che si è svolto al Teatro Comunale è stato l’assessore alla cultura Vincenzo Pellegrini. Il produttore di miele Luca Finocchio ha spiegato ai ragazzi il valore del miele e la varietà della sua produzione. A conclusione alcuni bambini delle elementari hanno recitato versi dedicati al Trabocco ed all’Abruzzo.

Luca Finocchio

Ferdinando Buccella

Convegno "Gusto e salute con i prodotti della provincia di Chieti" - Teatro comunale di Atessa

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Nicola Cicchitti sindaco di Atessa , Sebastian Nino Salvatore editore del Giornale d'Abruzzo e promotore dell'evento "Bacco Trabocco & Venere" seconda edizione
“Un grande ringraziamento a tutti gli espositori che hanno creduto subito all’iniziativa” ha dichiarato Sebastian Nino Salvatore a chiusura dell’evento salutando tutte le ditte che hanno fatto degustare i loro prodotti nella Sala Polivalente “trasformata” con i vari stand. Dall’olio al miele, dal vino ai torroni, dai formaggi alle olive. Tutti prodotti che hanno una lunga tradizione nella nostra terra e che raccontano con i loro sapori e con il loro gusto la passione, la fatica, la dedizione dei loro produttori. C’era anche lo stand del Comune di Rocca San Giovanni con un trabocco in miniatura, simbolo della cultura del mare al quale il comune è legato, ma c’era anche la bandiera blu simbolo di un mare pulito, ambito riconoscimento avuto dal comune rivierasco quest’anno.
Peperoni rossi e verdi invece nello stand dell’associazione del Peperone dolce di Altino, associazione che sta riscoprendo questo prodotto e vuole farlo conoscere e valorizzarlo.


E proprio tra gli stand si è svolta la seconda edizione del Concorso Fotografico riservato ai Fotoamatori. Con 4 bellissime modelle dello staff di Camillo del Romano gli otto fotografi che si sono iscritti all’iniziativa, hanno fermato con i loro click bellissime immagini. A vincere sono stati, III° classificato Stefano Tumini, II° classificato Vincenzo Palena, I° classificato Gianandrea Gambini. La premiazione è avvenuta nel Teatro Comunale di Atessa.

II° classificato Vincenzo Palena - copyright Palena G.d'A.

III° classificato Stefano Tumini - copyright Tumini G.d'A.

I° classificato Gianandrea Gambini - copyright Gambini G.d'A.
(in una sezione dedicata tutte le immagini del concorso fotografico)
Belle, brave ed un tantino emozionate. Le undici ragazze che si sono contese la prestigiosa fascia di Miss Fascino DiVino. Bionde, brune, ammiccanti e sorridenti hanno anche indossato abiti di alcune ditte locali.



(in una sezione dedicata tutte le immagini della sfilata)
Capi di intimo, abbigliamento casual, abbigliamento sportivo ed infine gli abiti da sposa. Ma in passerella le ragazze

Camillo del Romano , Gioia Salvatore
hanno portato anche gli ottimi vini delle aziende che hanno partecipato a Bacco Trabocco & Venere. E così sono arrivati i novelli, i montepulciani, i rosati. Applausi dalla platea anche per loro: i vini, mostrati come trofei dalle modelle. La serata è stata allietata dal sax di Victor Solaris. Tre le fasce assegnate: Miss Fascino DiVino Giada Orlandi , Miss Bacco Trabocco & Venere Valentina Ferrilli, Miss E&B Estetica e Benessere Paola Cavalli, premio speciale a Melania Di Noro II° classificata e finalista nazionale per Miss Intimo 2009

Victor Solaris

Nicola Cicchitti, Sebastian Nino Salvatore, Andreina Gattone

Elisa Tano presidente Pro Loco Val di Sangro e l'Editore del G.d'A.


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Miss Fascino DiVino 2009 - Giada Orlandi

Miss Bacco Trabocco & Venere 2009 - Valentina Ferrilli

Miss Estetica & Benessere 2009 - Paola Cavalli

(in una sezione dedicata tutte le immagini dell’elezione Miss)
Si è conclusa con successo, la seconda edizione di Bacco Trabocco & Venere, la due giorni di degustazioni, spettacoli, e cultura che si è svolta quest’anno ad Atessa.
“Siamo pienamente soddisfatti per la riuscita dell’evento. I visitatori hanno apprezzato il percorso creato che partiva dalla Mostra permanente dei Presepi per passare al Salone degustativo” ha dichiarato Sebastian Nino Salvatore editore del G.d’A. e promotore dell’iniziativa – “stiamo già pensando ad un progetto più ampio che parta sempre dalla valorizzazione dei prodotti tipici per esaltare poi le peculiarità di tutto il territorio“.

index – G8 Summit 2009 – L’Aquila
luglio 6, 2009 by AdmGdA
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index – sommario
– notizie in genere – articoli dagli inviati – comunicati ufficiali – video comunicati
__________ in aggiornamento _________
dagli inviati del Giornale d’Abruzzo e fonti G8/ANSA
______________________
photo gallery: team G.d’A. e sito Ansa/G8

dal sito ufficiale del G8 Summit 2009 L’Aquila – G8TV
*I contributi video dal G8 sono visibili su questo sito web per la sola informazione e divulgazione e non a fini di lucro*


L’Abruzzo saluta i Giochi, un grazie da parte del Giornale d’Abruzzo a chi ha seguito tramite il nostro sito tutti gli eventi
luglio 5, 2009 by AdmGdA
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05.07- Con una suggestiva e partecipata cerimonia di chiusura che ha coinvolto atleti e volontari e si è svolta nelle vie del centro della città di Pescara culminando in piazza Salotto si è conclusa la sedicesima edizione dei Giochi Del Mediterraneo 2009.
Una edizione da record dal punto di vista sportivo e di partecipazione del pubblico. “C’è l’abbiamo fatta” ha esordito così il Commissario Mario Pescante nel suo discorso di chiusura.
Ha ringraziato tutti coloro che hanno partecipato ed ha lodato il gioco di squadra “Una squadra unita può vincere anche ogni avversità, questa squadra includeva 3000 volontari” ha detto aggiungendo “Tutti ricorderemo qui in Abruzzo i giorni dei giochi, sono stati grandi giochi per numero di atleti, di squadre, di record ma pieni di sensazioni che mai dimenticheremo…” ed ancora “ la medaglia più lucente va attribuita agli spettatori abruzzesi. Mai tanto pubblico aveva assistito alle gare dei giochi” .
Ha poi passato la parola ad Amar Addadi, presidente del Comitato Internazionale dei Giochi “Amici,
partecipanti, insieme abbiamo scritto una bellissima pagina dei Giochi del Mediterraneo… Nel 2002 quando Pescara si candidò ad ospitare i Giochi molti ignoravano la posizione geografica di Pescara, oggi e’ conosciuta non solo nel mediterraneo ma nel mondo intero” queste le parole di Addadi che ha aggiunto “Quando tornate a casa raccontate la bellezza dell’Abruzzo ma anche la dignità e la fierezza degli abruzzesi” facendo riferimento al dolore causato dal terremoto.
Non è mancato il riferimento al dialetto pescarese da parte di Addadi come fatto nella cerimonia di inaugurazione dove aveva detto “Nù seme nù” questa sera ha completato la frase dicendo “Nù seme nù, pecchè vù sete vù“. Applausi misti ad emozione quando è stata pronunciata la fatidica frase “Dichiaro chiusi i sedicesimi giochi del Mediterraneo.”
La bandiera dei giochi è stata consegnata al Sindaco di Volos in Grecia dove verranno ospitati i Giochi nel 2013.
La redazione del Giornale D’Abruzzo ha lavorato molto per fornire immagini e dati relativi alle varie gare, lo abbiamo fatto gratuitamente proprio perchè abbiamo creduto che anche questo evento potesse contribuire a far rinascere il nostro Abruzzo. Un grazie agli addetti webmaster che si sono dedicati con passione e professionalità a mettere in risalto i momenti più significativi ed a tutti i lettori sempre più numerosi che hanno seguito i Giochi attraverso il nostro lavoro.
_________di_Gioia Salvatore
nota: Speciale dei XVI Giochi del Mediterraneo in uno spazio dedicato nella versione cartacea del Giornale d’Abruzzo del mese di luglio 2009 (disponibile dal 25 luglio, distrubuzione gratuita).
Indice di tutti gli articoli, comunicati ufficiali ed altro pubblicati nel sito











Luigi Albore Mascia, sindaco della Città di Pescara - Amar Addadi, presidente internazionale dei Giochi del Mediterraneo - Mario Pescante. commissario straordinario dei XVI Giochi del Mediterraneo Pescara 2009
Grazie dall’Abruzzo, grazie dal Giornale d’Abruzzo.

Lanciano: il Premio Gassman 2009 aiuta il Tsa
maggio 23, 2009 by AdmGdA
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Alessandro Gassman. Filippo Paolini, Sindaco di Lanciano. Gioia Salvatore, giornalista conduttrice della serata.
23.05 – Una edizione “speciale” quella del Premio Gassman a Lanciano. L’Amministrazione comunale infatti ha deciso di devolvere la cifra destinata alla manifestazione al Teatro Stabile dell’Aquila come contributo per la rinascita della cultura in una città distrutta dal terremoto.
“La conferenza stampa per annunciare gli attori meritevoli quest’anno dell’ambito premio doveva tenersi a Roma proprio qualche giorno dopo il terribile sei aprile” ha spiegato il Sindaco di Lanciano Filippo Paolini oggi al Teatro Fenaroli.
” Non ce la siamo sentiti di parlare di premi mentre l’Abruzzo stava vivendo il dramma del sisma. Ed allora abbiamo deciso di destinare i 40.000 euro al TSA il cui direttore è Alessandro Gassman“.
Ed ha accolto con commozione l’iniziativa Alessandro Gassman “Sono emozionato per questo momento e felice perchè questo premio è dedicato a mio padre“. Il celebre attore
ha annunciato anche che si sta già lavorando per far ripartire il Teatro parlando anche le tante iniziative di solidarietà arrivate anche dal mondo dello spettacolo.
Ai tantissimi spettatori sono state consegnate delle confezioni di biscotti delle Sorelle Nurzia “Un piccolo segnale per fare in modo che presto rinasca anche l’economia aquilana con le sue aziende storiche” ha detto Paolini.
Il Premio Gassman è l’unico premio teatrale italiano a giuria popolare, nato nel 2004, istituito in memoria di Vittorio Gassman, ideato da Milo Vallone che ha riproposto un filmato con una sintesi delle cinque edizioni del Premio che hanno visto sul palcoscenico del Fenaroli grandi attori come Roberto Herlitzka, Giuseppe Pambieri, Toni Servillo, Alessandro Haber, Carlo Cecchi e Eros Pagni; le attrici: Pamela Villoresi, Isa Danieli, Ilaria Occhini, Lunetta Savino e Mascia Musy per citare solo quelli del 2008. La manifestazione si è conclusa con la rappresentazione dello spettacolo “Così è (se ve pare)” di Luigi Pirandello, diretto da Stefano Angelucci Marino.
Al via la “Festa dei Banderesi”, domenica 17 maggio. (guida completa)
maggio 16, 2009 by AdmGdA
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16.05 – Tutto pronto a Bucchianico, dalle contrade sino al centro storico, per la

- foto da www.festadeibanderesi.it
prima giornata della “festa dei banderesi”, che si apre oggi pomeriggio alle 16.00 con la sfilata dei carri e dei canestri, che da ogni angolo della cittadina raggiungeranno il campo sportivo per poi procedere in processione verso il centro storico.
diretta WEB su www.bucchianico.net
L’ingresso in piazza Roma, il cuore di Bucchianico, è previsto alle 17.30, dopo la preghiera di ringraziamento al patrono, Sant’Urbano, a cui è dedicata la festa: in piazza sfileranno i dodici carri, preceduti dal “vitello di Sant’Urbano”, e i 350 canestri di fiori di carta, pazientemente confezionati dalle donne del paese durante tutto l’anno. Al termine della sfilata, ci sarà la spettacolare “ciammaichella”, che rievoca la danza degli armati di Bucchianico che nel XIV secolo ingannò i teatini venuti a conquistare la piazzaforte.

foto da www.festadeibanderesi.it
A sovrintendere l’intero rito è il banderese di quest’anno, Antonio Torto: «È sempre una forte emozione - ha dichiarato il banderese - poter incarnare il ruolo più importante nella festa più sentita da tutti i bucchianichesi: il banderese lavora per un intero anno per preparare tutto ciò che occorre per i giorni di Sant’Urbano e adesso che tutto si sta concretizzando la gioia per tutto quanto si è fatto si mescola alla malinconia per il fatto che il mio incarico sta per terminare». Il banderese, infatti, è una carica annuale che viene attribuita per sorteggio tra tutti coloro che ne fanno richiesta: la sua solenne investitura si tiene ogni anno a mezzogiorno della prima domenica di giugno. Il suo compito è quello di organizzare tutta la festa, raccogliendo anche il denaro occorrente per tutte le necessità ed in questo è coadiuvato da tutta la parentela fino al settimo grado, che viene minuziosamente ricostruita al momento dell’elezione.
GUIDA ALLA COMPRENSIONE
DELLA FESTA DEI BANDERESI
La Storia
La Festa dei Banderesi è una rievocazione storico-folkloristica che trae origine da un fatto d’arme, accaduto a Bucchianico nel Medioevo.
La tradizione vuole, che, intorno agli anni del 1300, quando in Abruzzo Citra erano numerosi i centri comunali, forti di un’autonomia elargita dal potere regio, Bucchianico sia stata minacciata dalla vicina città di Teate, l’attuale Chieti. Le truppe di quest’ultima si erano schierate in prossimità dei confini del territorio bucchianichese, lungo la valle del fiume Alento, minacciando di invadere e sottomettere il paese alla giurisdizione di Teate. Nell’impellenza dell’attacco, la popolazione rurale, sparsa negli indifesi casali delle numerose contrade di Bucchianico, fuggì dentro le mura, dove chiese protezione al Sergentiere, allora capitano della truppa comunale. Gli uomini si cinsero di bande rosse ed azzurre, come i colori dei vessilli cittadini, (da ciò l’appellativo “Banderese”), e trasportarono le proprie vettovaglie, raccolte in una frettolosa cernita, in carri trainati da buoi, mentre le donne portavano sul capo canestri ricolmi d’ogni cosa. La tradizione, confermata da fonti storiche, vuole, che Chieti, all’epoca, era militarmente più forte, e Bucchianico sarebbe stata sicuramente sconfitta. Ma S. Urbano, protettore del paese, consigliò in sogno al Sergentiere la strategia militare che avrebbe fatto sicuramente desistere dall’attacco e cioè, far armare tutti gli uomini validi del paese con corazze e pennacchi variopinti e farli correre, con movimenti a serpentina (“Ciammaichella”), sin dall’alba, sui camminamenti delle mura; gli schieramenti, in continuo movimento, avrebbero dato alle vedette nemiche l’illusione di un grande esercito arrivato durante la notte a sostegno della truppa comunale. I Teatini caddero nell’inganno e ritirarono la proprie milizie concludendo una trattativa pacifica con Bucchianico.
Da allora i bucchianichesi quale segno di riconoscenza per Sant’Urbano, decisero di rievocare l’accaduto, ogni anno. Così è avvenuto. La rievocazione si è tramandata di padre in figlio, attraverso il racconto orale, per generazioni di generazioni di famiglie, ed è arrivata sino ai nostri giorni.
A testimonianza, sono molte le fonti storiche che provano l’origine antichissima della festa. Una prima descrizione risale al maggio del 1550, ed è contenuta negli atti relativi alla canonizzazione di San Camillo De Lellis, nato a Bucchianico il 25 maggio, proprio mentre si festeggiava Sant’Urbano. L’amore, il rispetto e la devozione con cui, la popolazione partecipa a tutti i cerimoniali, specialmente quelli religiosi e militari più importanti e l’attaccamento che i Banderesi sentono per S.Urbano, sono la forza della inestimabile e preziosa, tradizione dei Banderesi di Bucchianico.
Il sergentiere è la massima autorità della festa che dirige e coordina i cerimoniali. La carica è tramandata di padre in figlio dalla famiglia Tatasciore (detta Papè) di Bucchianico. Il Sergentiere interviene di persona ai cerimoniali, sostenuto e coadiuvato dalla famiglia. Ha diritto di essere interpellato per ogni decisione relativa alla Festa, nonché a partecipare alle riunioni organizzative.
Per la tradizione popolare è il discendente del comandante medievale a cui S.Urbano andò in sogno suggerendogli la strategia da attuare per portare il suo esercito alla vittoria. Il Sindaco del Comune di Bucchianico ratifica pubblicamente la nomina del nuovo Sergentiere dopo che il precedente ha declinato l’incarico. Al Sergentiere in carica spetta il diritto di nomina del suo successore fra gli eredi maschi.
Il nome Sergentiere, con molta probabilità, deriva da “sorgentina” (antica arma medioevale avente forma di lancia), significherebbe “persona che è consegnataria della sorgentina”.
Studiosi sostengono che con quest’arma veniva svolta una sorta di danza armata, forse trasformata o quasi eliminata ai primi dell’Ottocento, dopo l’invasione francese, che portò al sequestro di tutte le armi in possesso dei civili, e di quelle “armi” che nel 1783 venivano conservate dentro la chiesa di S.Urbano (De Leonardis). Tutto ciò trova conforto dal fatto che, non si hanno documenti che parlano di quest’arma, fino alle cronache della seconda metà del secolo, dove si inizia a parlare di una sola lancia: probabilmente l’unica salvata dall’invasione francese.
Il Banderese è un gonfaloniere, il consegnatario della bandiera comunale e come tale, già nel passato, godeva di autorità e di diritti nel governo cittadino. E’ la figura principale della Festa, dopo quella del Sergentiere. E’ un ruolo di grande onore ed onere. Il Banderese viene eletto annualmente con un’estrazione pubblica la domenica successiva al 27 maggio. Interviene di persona e con la sua famiglia ed i parenti sino al settimo grado, gli amici e collaboratori, a tutti i cerimoniali di cui è protagonista. Sceglie i rappresentanti delle contrade, organizza le questue, dirige lo svolgimento della parte folcloristica della festa.
Seconda la tradizione, è il portavoce eletto fra la gente fuggita dalla campagna dentro le mura di Bucchianico, ed ha il compito di coordinare le manovre della difesa insieme al Sergentiere.
Il nome “banderese” deriva dal antico francese “banerez” (francese moderno: banneret) designante colui che aveva il diritto di “alzar bandiera” – francese “banière”. (Alessio – Battisti; Dizionario Etimologico Italiano).
Anticamente, nelle battaglie, si aveva la necessità di distinguere a una certa distanza il corpo o reparto armato di appartenenza, per offrire un punto di riferimento nel quale i soldati, dispersi o disorientati, potevano facilmente riassembrarsi.
Le “Pacchianelle” (o Popolane) sono donne di campagna. Esse partecipano alla manifestazione, rappresentando l’esodo dalle proprie abitazioni verso il paese.
Vestono abiti che spesso sono creazioni personali ed in alcuni casi sono addirittura abiti “ereditati” da precedenti generazione. Sopra l’abito l’immancabile canestro.
Sono delle vere artigiane della carta. Infatti, sono proprio loro che, nelle fredde sere di inverno, e quando il lavoro dei campi lo consente, inventano le composizioni floreali che formano il canestro che portano sulla testa la domenica. Composizioni fatte da rose, garofani, gigli, tulipani, ecc… sapientemente imitati. Ogni anno sorprendono l’elevata qualità della lavorazione, la fantasia e l’originalità dei canestri creati.
Ogni anno la suggestiva “ciammaichella” aperta dal corteo Storico e proseguita dalle “Pacchianelle” lascia senza fiato gli spettatori, che anche se solo per pochi minuti, possono ammirare questi capolavori della fantasia e della pazienza.
Il grande successo dei canestri, sta spingendo gli organi preposti ha considerare l’opportunità di aprire un museo permanente in Bucchianico, in maniera da consentire a tutti di ammirarli.
I simboli della festa
Bande e pennacchi
Questi elementi appartengono al costume tradizionale che gli uomini indossano durante la festa. Il pennacchio è un mazzo di piccoli festoni di piume colorate, confezionati artigianalmente. Trae origine dalle antiche uniformi dei soldati medievali ed è stato probabilmente indossato dagli uomini di Bucchianico per distinguersi dall’esercito nemico. La tradizione vuole che sia indossato durante le rievocazioni come emblema di grande uniforme.
Altro segno distintivo sono le bande (nastri) colorate di rosso ed azzurro che si cingono sopra il costume tradizionale. Il primo-genito del Banderese, durante la consegna dei vessilli, riceverà la “Banjre” ed è per questa ragione che indossa bande esclusivamente di rosso, mentre il secondogenito solo bande azzurre. Anche questa costumanza trae origine dall’uso medievale di cucire sopra gli abiti, come distintivo, strisce di stoffa del colore delle bandiere comunali, nella circostanza di attacchi bellici.
L’arma santa
L’Arma Santa è un’alabarda, tipo sorgentina, portata dal Sergentiere durante la festività del 25 maggio. La custodia della stessa è un onore molto grande. Nel passato fu compito della famiglia Scoppetta e poi Maij. Si racconta infatti che la consegna al Sergentiere era effettuata davanti al maestoso portale del loro palazzo, edificato in piazza.
Oggi, è il Sindaco del paese che consegna l’arma al Sergentiere in una cerimonia solenne in piazza.
L’arma è custodita dalla famiglia del Sergentiere che la riceve subito dopo la riconsegna dei Vessilli.
I Vessilli
Due bandiere comunali, chiamate la “Banjre” e lo “Stendardo”, rispettivamente di colore rosso ed azzurro, sono conservate dentro la chiesa di S. Urbano. I Bucchianichesi da tempo immemorabile fanno sfilare questi vessilli nel giorno 25 lungo le strade cittadine, durante le esibizioni dei Banderesi. Il popolo di Bucchianico presta molta cura alle bandiere, soprattutto durante le sfilate, tenendole costantemente alzate in un patriottismo ancora vivo. Viene considerata grande offesa farle cadere, ed a ragione non si permette il loro sostegno che a soli uomini robusti.
La Banira è la bandiera principale del Comune di Bucchianico. E’ di colore rosso e di forma triangolare al centro di essa vi è cucito il blasone con le armi del Comune di Bucchianico e della Prepositura di S. Urbano. Viene issata su asta dipinta di azzurro cuspidata a punta dorata di lancia.
Lo Stendardo è l’altra bandiera principale del Comune di Bucchianico. E’ di colore azzurro e di forma triangolare. Viene issata su un’asta cuspidata da una sfera dorata sormontata da una croce, rappresentante il trionfo di Cristo sul Mondo.
Il “Ramajetto”
Il 24 maggio i Banderesi ricevono dal Sergentiere nella chiesa di S.Francesco, un mazzolino di fiori ciascuno, detto “Ramajetto”.
E’ un simbolo di fratellanza. Ogni Banderese è tenuto al rispetto dei suoi comandanti e dei suoi compagni in una promessa sacrale, che affonda nello spiccato senso dell’onore del mondo rurale.
“Lu ramajette” è confezionato con piccoli garofani o altri fiori, rametti di basilico e lillà odoroso.
Il “Laccio”
Nei giorni di festa la statua di S.Urbano viene avvolta da una catena d’oro “lu lacce”, conservata personalmente dal Banderese.
Questo ex-voto donato dai fedeli bucchianichesi risale al 1915 quando un intervento miracoloso salvò Bucchianico da una calamitosa siccità. Si racconta che i Bucchianichesi, colpiti da tale evenienza si siano recati in processione con la statua del Santo nel vicino Santuario di Manoppello e qui giunti, abbiano implorato l’intervento divino. Al ritorno videro il cielo coprirsi di nuvole e man mano che la processione procedeva verso Bucchianico la pioggia bagnava le località lasciate.
I carri
Nella domenica precedente il 23 maggio vengono fatti sfilare i quattro carri tradizionali a ricordo delle antiche masserizie trasportate durante la fuga dai Bucchianichesi, per garantirsi il sostentamento nei giorni d’assedio.
I primi quattro carri sono allestiti dal Banderese ed il loro significato rimanda alle cose primarie della vita contadina. Il primo carro trasporta pagnotte di pane a forma di croce e tarallo, che le donne, congiunte e vicine del Banderese, hanno preparato secondo la locale usanza prima di questa data. Il pane chiamato “Pane bbenedette” è sistemato su un altarino davanti un’immagine di S. Urbano. Il secondo carro trasporta un letto completo di ogni biancheria che il Banderese userà per riposarsi nei giorni che abiterà nel paese. Il terzo carro è del Vino viene riempito con botti e fiaschi in terracotta dentro cui si trasporta il vino che verrà consumato nei banchetti e durante le sfilate. Il quarto carro è della Legna viene riempito di fascine e rami necessari a tenere accesi i fornelli, allestiti in locali adiacenti la sala che ospiterà i Banderesi nei lunghi pranzi, dove verranno cucinate la prelibate pietanze della tradizione gastronomica locale.
Dopo i carri del Banderese, vengono i carri allestiti dalle contrade. Questi ultimi rappresentano scene di vita contadina, o cose attinenti all’epoca.
I canestri
E’ tradizione che ad iniziare il corteo dei canestri infiorati siano due donne che portano sul capo due canestri colmi di uova, rispettivamente ornati da nastri rossi ed azzurri. Sulle uova si poggiano due cappelli con pennacchi. Gli stessi cappelli saranno indossati dai figli del Banderese durante i riti.
Davanti ai carri sfilano le donne in costume tradizionale, che recano sul capo i variopinti canestri infiorati. Il loro significato racchiude un’antica consuetudine delle contadine di adoperare come semplice mezzo di trasporto il canestro di vimini. Anche nella fuga medievale adoperarono questi rudimentali ed efficaci mezzi di trasporto, recipienti che vennero riempiti di ogni cosa.
In successive rievocazioni, per abbellire le loro strutture, si intrecciarono sopra di essi fiori di carta dai mille colori confezionati artigianalmente secondo una tecnica tramandata di madre in figlia dalle famiglie bucchianichesi, e si riempirono con generi alimentari e di “cancellate”, tradizionale dolce locale.
Questi doni sarebbero stati regalati al Banderese in segno di rispetto. Il partecipare con il canestro ha un significato profondo di amicizia, di rispetto e di buon vicinato che rimanda al senso comunitario della civiltà contadina. E per questa ragione che sfilare col canestro è un atto spontaneo, di gratificazione a chi per quell’anno ha provveduto alla grande celebrazione. L’addobbo è strettamente personale e legato alla più svariata fantasia; tuttavia vi sono motivi ricorrenti, in apparati decorativi e tipi di fiori di carta, che mostrano una comunanza di apporti che affonda nell’incontaminato mondo rurale.
Sin dal 1947 i canestri erano preparati dalla famiglia del Banderese in numero sufficiente a trasportare gli oggetti necessari per i pranzi.
Il “Vitello di Sant’Urbano”
E’ detto “vitello di S.Urbano” quello fatto allevare dal Banderese e che sfila in corteo adornato con finimenti, fiocchi rossi gualdrappa su cui è scritto “Viva S.Urbano”. In questo simbolo possiamo notare il carattere propiziatorio di stampo pagano della festa.
Il cerimoniale
Domenica precedente al 23 maggio. Fuga della campagna.
Questa prima giornata, rievoca la fuga della popolazione dalla campagne. L’aspetto storico si unisce a quello folcloristico, in un’insieme di canti, suoni e colori che fanno del corteo festoso, uno degli spettacoli più belli ed importanti del centro Italia.
Da tutte le contrade partono cortei per l’incontro con il gruppo del Banderese. Per motivi di carattere organizzativo, i singoli cortei ed i carri, si incontrano nel campo sportivo, dove si sistemano secondo l’ordine stabilito dalla classifica finale della giostra cavalleresca “Festa dei Banderesi” tenutasi in precedenza. Dalla classifica è escluso il Banderese che sfila sempre per primo. Una volta giunti al campo sportivo il corteo della campagna si sistemerà nel seguente modo: il vitello infiocchettato di rosso, che è allevato dal Banderese e che verrà macellato la sera. Il Banderese, la sua famiglia e il suo parentado, invitato sino al 7° grado. Il quadro del Santo, e dietro sfila religiosamente il parentado intonando canti in dialetto (da notare la melodia e il genere da “pellegrinaggio” tramandati di padre in figlio). Successivamente la doppia fila dei canestri infiorati (di tutte le contrade) preceduti dai due ricolmi di uova rispettivamente con fiocco rosso e azzurro con pennacchi di piume (per tradizione presenti da sempre). Dopo i canestri i carri. I primi 4 carri sono quelli a tema stabilito dalla tradizione, rispettivamente: il carro del Pane, il carro del Letto, il carro del Vino e il carro della Legna; nel primo si trasporta l’immagine del santo ed il pane che verrà consumato nei banchetti dal gruppo festivo, nel secondo il letto che il Banderese userà per riposarsi durante la permanenza nei locali comunali, nel terzo si trasporta il vino per i banchetti e nel quarto la legna necessaria ad alimentare il fuoco dei fornelli, tenuti accesi per la preparazione delle pietanze dei banchetti. Nei pressi del Monumento ai Caduti, avviene l’unione tra il gruppo festivo della campagna e quello del paese, capeggiato dal Sergentiere. Breve sosta in preghiera dentro la chiesa di S.Urbano e subito dopo in piazza una spettacolare “Ciammaichella”. Sfilate tutte le contrade, grande spettacolo offerto dai Musici e Sbandieratori di Bucchianico. In seguito, il Banderese e la famiglia scaricano il carro del Pane nei locali comunali, luoghi dove abiteranno sino al giorno 27 maggio.
Il 24 maggio L’apertura della Porta Santa.
In questa giornata il Sergentiere ed i Banderesi, compiono il rito delle entrate, necessario al fine di lucrare l’indulgenza plenaria concessa nel 1801. Un’altra testimonianza dell’origine antica della tradizione.
Dopo un giro completo di tutti i rioni del paese, il corteo si porta nella chiesa di S.Francesco, per la consegna Ramaietto a tutti i Banderesi e successivamente nella cripta della chiesa di S.Urbano, dove viene aperta la Porta Santa, con cerimonia religiosa alla presenza del Sergentiere, del Banderese e del parroco. Ha inizio la cerimonia delle “Entrate”. Nel frattempo ha luogo lo scoppio pirotecnico. (Si osserva il percorso del fumo per pronosticare a quale contrada apparterrà il successivo Banderese). Ciammaichella propiziatoria e gioco del ‘TlZZO” in piazza.
Il 25 maggio S.Urbano.
È la giornata che segna l”apice” dei festeggiamenti. Cerimonie cavalleresche e religiose, esaltanti e commuoventi.
I partecipanti sin dalle prime ore della giornata, indossano il costume tradizionale con le “fascie” rosse e azzurre, ed il pennacchio di piume colorate, confezionato in famiglia secondo un’antica tecnica di annodamento e cucitura. In questo giorno, hanno luogo diverse cerimonie , mentre si compiono 9 nove giri per le vie del paese, secondo un itinerario che corrisponde alle sei porte della cinta muraria. La prima cerimonia è offerta dei ceri nella di S.Urbano, dopo la celebrazione della “Messa dei Banderesi”. Successivamente avviene la Consegna dell’arma al Sergentiere in prossimità dell’ingresso della chiesa parrocchiale (S.Francesco). Le “armi sante” sin dai secoli passati venivano portate in processione dai Banderesi. A seguire Consegna dei vessilli e degli anelli, presso la chiesa di S.Urbano. Da questo momento il Sergentiere ed il Banderese montano a cavallo sino al termine della sfilata. Dopo un breve giro avviene la processione con le reliquie del santo. A conclusione dei giri per le vie del paese, il gruppo si ferma in piazza e con scherzose ed acrobatiche movenze riconsegna i vessilli, nelle mani del Parroco e del Sindaco. A seguire un banchetto.
Il 26 maggio. Il ringraziamento o giorno di S.ta Candida.
È la giornata conclusiva, dedita alla preghiera ed al ringraziamento per la riuscita dell’intera manifestazione.
Il gruppo formato dai Banderesi e dal Sergentiere, visita tutte le chiese del paese, sostando in preghiera e lasciando un cero votivo. Successivamente avviene la benedizione dei quattro cantoni.
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Chieti: “prima mostra dei prodotti tipici agroalimentari ed esposizione di eccellenza dell’artigianato artistico locale
maggio 7, 2009 by AdmGdA
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07.05 – Degustazioni di prodotti e vini tipici ed incontri con i produttori: sono questi gli ingredienti di TIPICO
TEATINO, dal produttore al consumatore, la prima mostra mercato dei prodotti tipici agroalimentari della Provincia di Chieti, che sabato 9 e domenica 10 maggio animerà piazza Vico di Chieti.
L’evento, organizzato dalla Camera di Commercio di Chieti in collaborazione le associazioni Coldiretti, Cia, Copagri e Confagricoltura e con l’Enoteca regionale d’Abruzzo, vedrà la partecipazione di 16 produttori locali.
Nelle due giornate sarà possibile degustare prodotti tipici accompagnati da vini doc della Provincia di Chieti con servizio curato dai sommelier dell’Ais Abruzzo (Associazione Italiana Sommelier), ma ci sarà spazio anche per i celiaci che grazie alla collaborazione con l’Associazione Italiana Celiachia potranno gustare numerose prelibatezze senza glutine.
Domenica 10 maggio sarà possibile imparare tutto sui formaggi grazie alle degustazioni di diverse varietà di produzioni autoctoni guidate da assaggiatori Onaf (Organizzazione nazionale assaggiatori formaggi), accompagnate da pane e olio extravergine d’oliva, ma anche da composte di frutta e composte aromatizzate.
Parallelamente – dal 9 al 24 maggio – la nuovissima sala espositiva della Camera di Commercio di Chieti (ingresso da piazza dei Templi Romani) ricavata dalla recente opera di ristrutturazione, farà da cornice all’evento, con una esposizione di opere e manufatti di artigiani locali: in mostra, grazie alla collaborazione con l’Ente Mostra dell’artigianato artistico di Guardiagrele, ci saranno opere in oro, ferro battuto, legno e ceramiche di artisti quali Walter Zuccarini, Giuseppe Liberati, Domenico Cirulli, Giovanna Tasca ed altri.
La cerimonia inaugurale è prevista per sabato, alle ore 10.00 alla presenza del presidente della Camera di Commercio Dino Di Vincenzo, delle autorità locali e dei rappresentanti delle associazioni di categoria.

” L’Abruzzo delle cento primavere “
marzo 18, 2009 by AdmGdA
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E’ con i “nonni” d’Abruzzo che festeggiamo l’arrivo della primavera, in particolare nella nostra copertina
di marzo, vogliamo dedicarla ai centenari, sempre più frequenti nella nostra Regione.
Pensate a Ripa Teatina l’amministrazione comunale ha festeggiato contemporaneamente ben 4 nonni che hanno compiuto le cento primavere. Tanta esperienza, tanti consigli ancora da dare, tanta saggezza ancora da regalare a figli e nipoti. Ma anche per loro, nonostante i capelli bianchi, questo mondo a volte appare sconosciuto. Loro ci raccontano la guerra, la fame, la paura delle bombe, ma oggi si stupiscono per tante cose che ai loro occhi appaiono incredibili.
Nonostante viviamo in un mondo globalizzato, tecnologico e dalle mille sorprese dalle parole dei “nonni” abbiamo sempre tante cose da apprendere. I vecchi detti, il buon senso, il loro senso della vita. Buon compleanno nonni d’Abruzzo.
articolo pubblicati:
Primato dell’Abruzzo al Foodex di Tokio
marzo 12, 2009 by AdmGdA
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12.03 – L’Abruzzo è stata la regione italiana che ha portato il maggior numero d’aziende alla XXXIV edizione del Foodex di Tokyo, la fiera di riferimento del Food & Beverage in Giappone. E’ questo il brillante risultato conseguito dalla Camera di Commercio di Pescara e dal Centro Estero delle Camere di Commercio d’Abruzzo.
Le 15 Aziende abruzzesi presenti hanno conquistato con vini,
olio d’oliva, dolci, derivati della carota, confetture e prodotti sott’olio gli oltre 80.000 visitatori che dal 3 al 6 marzo hanno affollato il Nippon Convention Centre (Makuhari Messe) della capitale nipponica. Nel corso della fiera è stato anche organizzato (in collaborazione con la Camera di Commercio di Cagliari ed il Centro Estero della Camere di Commercio della Sardegna), per importatori, distributori e giornalisti del settore, un seminario dedicato ai prodotti tipici d’eccellenza abruzzesi e sardi. I partecipanti sono stati sottoposti ad una degustazione “blind” che prevede prima l’assaggio del prodotto e solo successivamente l’indicazione del produttore. Anche qui sono stati raggiunti risultati di tutto rispetto con oltre 50 accrediti.
Stilando un primo bilancio della missione i risultati sono più che positivi: le nostre aziende si dichiarano soddisfatte per i numerosi contatti commerciali realizzati con un mercato che offre possibilità di sbocco molto interessanti (sia nel 2007 che nel 2008 le esportazioni abruzzesi verso il mercato nipponico sono cresciute del 5%) e sa apprezzare la qualità dei nostri prodotti.
Anche il Presidente Ezio Ardizzi ha mostrato il suo entusiasmo per il successo ottenuto al Foodex sottolineando come iniziative di questo tipo costituiscano la migliore via per le nostre imprese per poter accrescere la loro presenza sui mercati esteri o per poterne conquistare di nuovi.


Articolo pubblicato in prima pagina nella versione cartacea del mese di marzo 2009
Oro per il team dell’Associazione Cuochi di Pescara agli internazionali d’Italia
marzo 5, 2009 by AdmGdA
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05.03 – In occasione della nona edizione dei Campionati nazionali di
Cucina – “Internazionali d’Italia esposizione culinaria” tenutasi dal 1 al 5 marzo a Marina di Massa Carrara, la squadra dell’Associazione provinciale Cuochi di Pescara si è aggiudicata la medaglia d’oro. Oro anche per Michele Ottalevi, responsabile della squadra pescarese, premiato come miglior capo team dell’edizione 2009. Il team abruzzese formato dal responsabile Michele Ottalevi e dagli shef Mario Rabottini, Gianluca Carrozzi, Vito Giansante e Vito Silvestri, con la collaborazione di Lucio D’angelo, Enzo Piccirilli e Floriano Capraio ha convinto la giuria e i numerosi ospiti preparando un menù di quattro portate composto da ravioli di farina “Solina” farciti di alici e cicorietta selvatica di Campo Imperatore su crema di fagioli Tondino del Tavo emulsionata all’olio extravergine d’oliva dop aprutino-pescarese con riccioli di pecorino di Farindola e di peperone secco, rotolo di agnello farcito con uova e formaggio con parfait del suo fegato al mosto cotto e chips di patata di Avezzano, polpettina fritta su ristretto di pomodoro e basilico e chitarra di asparagi e carote all’aglio rosso di Sulmona profumata alla centerba Toro e parrozzo con cuore vivo di cioccolato e “Lingotto d’Oro d’Abruzzo” con cialda di miele di sulla e spuma di ratafià. “ Il prestigioso risultato è frutto di un lavoro di squadra che dura da oltre un anno – dichiara Lorenzo Pace, nel congratularsi con la squadra che ha partecipato al Concorso culinario – Quando infatti il compito di esprimere la cucina di una regione straordinaria come l’Abruzzo è affidato a un’Associazione provinciale di Cuochi, il cibo diventa sinfonia del gusto e i piatti sono arte, nel senso più classico del termini. La compagine di professionisti, di grande esperienza e maestria fatta di manualità, creatività e inventiva, non propone “semplici” pietanze ma veri e propri capolavori “.

ravioli di solina
“La cucina non è un semplice insieme di nutrimenti e sapori ma esprime la storia e la civiltà di un territorio, del quale utilizza la sapienza e i prodotti che incantano il palato e lo solleticano come fossero sirene del gusto – sottolinea il responsabile team Michele Ottalevi – Abbiamo utilizzato i migliori prodotti abruzzesi, valorizzandoli al massimo in modo da esaltare i sapori. Un vero successo per la gastronomia abruzzese.“

Articolo pubblicato in prima pagina nella versione cartacea del mese di marzo 2009
La Honda Italia e la S.S. Lazio Motociclismo insieme per solidarietà
marzo 2, 2009 by AdmGdA
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02.03 – Una iniziativa di solidarietà che ha visto insieme la Honda Italia e la S.s. Lazio Motociclismo. Una bellissima moto Honda DN-01 realizzata nei colori sociali della S.S. Lazio
acquistata dal Sig. Rocco Pantaleo risultato il miglior offerente in un’asta benefica con 15.000 euro. Yasuhiro Oyama (Presidente della Honda Italia), Vito Cicchetti (Direttore Generale Honda Italia) e Claudio Lotito (Presidente Lazio), hanno consegnato al signor Pantaleo la fiammante Honda. L’iniziativa, realizzata in collaborazione da Honda Italia e dalla sezione “Motociclismo” della S.S. Lazio, ha riscosso davvero un grande successo. In particolare, la consegna della moto è stata organizzata durante l’intervallo dell’anticipo del Campionato di serie A Lazio-Bologna svoltasi sabato 28 febbraio 2009 (risultato finale: 2-0 per la Lazio). Quest’esemplare unico di DN-01, offerto da Honda Italia in beneficenza, era stato autografato a Formello nelle scorse settimane da tutti i calciatori
della Lazio – oltre che dall’allenatore Delio Rossi e da Enrico
Montesano. Proprio l’attore capitolino, laziale doc è stato il pilota della DN-01 nel giro di campo – salutato dai tanti applausi degli spettatori dell’Olimpico. L’inizio dell’asta benefica era stato suggellato direttamente dal Sindaco di Roma, Gianni Alemanno; il ricavato è stato suddiviso in parti eguali (7500 Euro cad.) fra la Fondazione Gabriele Sandri (dedicata allo sfortunato tifoso laziale deceduto in autostrada nel novembre 2008) e la So.Spe di Suor Paola, famosa tifosa laziale e personaggio fra i più ammirati del panorama capitolino.
Articolo pubblicato in prima pagina nella versione cartacea del mese di marzo 2009
Successo alla Bit per i formaggi abruzzesi
marzo 1, 2009 by AdmGdA
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01.03 – ” Buon Gusto rappresenta uno straordinario veicolo di promozione per il nostro formaggio. La Regione e l’Arssa hanno intenzione di rafforzare il taglio promozionale della manifestazione di Gessopalena, perché riteniamo che il formaggio possa rappresentare un valore aggiunto dell’offerta Abruzzo in generale. Dico questo non solo perché sono convinto della capacità di penetrazione del formaggio abruzzese nel mercato nazionale, ma anche perché la promozione dello stesso, inserito nel magnifico contesto ambientale e naturalistico del massiccio della Maiella, possa rappresentare un pacchetto turistico unico“. Queste parole dell’Assessore all’Agricoltura Mauro Febbo raccolgono il senso della gremita conferenza stampa di presentazione della QUARTA EDIZIONE di “BUON GUSTO: I FORMAGGI D’ABRUZZO” e della SECONDA EDIZIONE di “ CACIO IN FESTA: CASEIFICI APERTI IN ABRUZZO ” nello Stand Abruzzo della Bit a Milano. L’Abruzzo enogastronomico ha attirato molti estimatori della nostra terra: le degustazioni di formaggio, gestite in occasione della conferenza stampa dalla Guida del gusto Grazia Bongrazio, sono state prese d’assalto dai visitatori che si erano precedentemente prenotati presso il desk allestito dal personale dello stand abruzzese e non è mancato l’interesse di testate giornalistiche nazionali di settore, attirate dalla continuità e dalla riuscita degli eventi abruzzesi legati al mondo del formaggio. Buon Gusto è diventata un punto di riferimento e si conferma come una della principali rassegne caseo-culturali del centro sud Italia.
Articolo pubblicato in prima pagina nella versione cartacea del mese di marzo 2009
Le Camere di Commercio d’Abruzzo a Park Life a Roma
febbraio 27, 2009 by AdmGdA
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27.02- E’ iniziata oggi presso la nuova Fiera Di Roma, PARK LIFE 2009 che si concluderà il 2 marzo. Non manca la presenza del Centro Interno delle Camere di Commercio d’Abruzzo.

“Attività di impresa e ambiente, un binomio sempre più forte“. Lo dice la crescente attenzione alla cosiddetta “responsabilità sociale”, ossia la relazione che le attività economiche hanno con il territorio nel quale operano, ma lo dice anche la forza propulsiva che il contesto ambientale può imprimere allo sviluppo nelle aree interne. Sono queste le motivazioni che da cinque anni spingono il Centro Interno delle Camere di Commercio d’Abruzzo a partecipare a Park Life, l’appuntamento fieristico annuale dedicato alle migliori esperienze di tutela della biodiversità, di gestione del territorio, di turismo sostenibile e di valorizzazione dei prodotti tipici che lo scorso anno ha fatto registrare oltre 125 mila visitatori anche grazie all’indovinato abbinamento con Big Blu, il Salone della Nautica e della Subacquea.
Articolo pubblicato in prima pagina nella versione cartacea del mese di marzo 2009
Settore ICT: storico accordo tra due associazioni informatiche europee
febbraio 25, 2009 by AdmGdA
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Madrid, 16 febbraio 2009. E’ una data importante che segna un passaggio fondamentale nella collaborazione tra paesi europei nello studio, la ricerca e l’innovazione nel settore ICT. E’ stato siglato il memorandum di intesa tra la Società Italiana delle Scienze Informatiche e Tecnologiche (SISIT) rappresentata dal Presidente Onorario, Antonio Teti e da Josep Molas Bertràn, Presidente dell’Asociación de Técnicos de Informática (ATI).

Antonio Teti e Fernando Piera Gòmez (Vice Presidente ATI)
L’Associatione spagnola, che rappresenta la maggiore struttura di professionisti informatici in Spagna, conta oltre 6000 iscritti, e ha come obiettivo la difesa, la promozione e il miglioramento delle attività esercitate dai propri associati del settore ICT. La decisione di collaborare con la SISIT nasce dalla volontà di facilitare l’interscambio di esperienze professionali e formative con lo scopo di contribuire allo sviluppo delle tecnologie informatiche, ma anche dalla consapevolezza che la sfida della globalizzazione mondiale si combatte anche nella formazione continua nel settore ICT, che rappresenta la maggiore delle strategie per rispondere alla crescente crisi economico-lavorativa che sta attanagliando moltissimi paesi del pianeta.
La SISIT è un’associazione senza scopo di lucro, costituita da professionisti e accademici, impegnati nel settore ICT, per costruire uno spazio libero e aperto nel dialogo per il confronto e la crescita di conoscenze e competenze nel campo dell’Information and Communication Technology. SISIT è costantemente impegnata, nelle seguenti attività: approfondire e diffondere lo studio, l’applicazione e la diffusione delle discipline, delle competenze e delle metodologie che possano essere riconducibili all’Information and Communication Technology; promuovere la realizzazione di ogni iniziativa che possa consentire il perseguimento di tale scopo, comprese la formazione e la ricerca, verso tutti coloro che operino nel settore informatico, con particolare attenzione alle attività formative di scuole di ogni ordine e grado, università pubbliche e private e telematiche, enti istituzionali e società pubbliche e private, nazionali e internazionali. Lo scopo dell’accordo è quello di sviluppare e promuovere la valorizzazione dell’alta cultura e della ricerca scientifica nei settori del Computer Sciences, ICT Security, ICT Governance, Computer Forensics, Business Administration and ICT Management. Le attività saranno esplicate attraverso la produzione di materiale didattico, convegni, seminari formativi, e soprattutto corsi di alta formazione che si svolgeranno in Italia e Spagna, oltre allo scambio di docenti e professionisti per attività formative e professionali che saranno realizzate in entrambi i paesi. Di particolare rilevanza è la possibilità di segnalare nominativi di studenti e laureati nei settori scientifico-disciplinari attinenti al settore ICT e di professionisti IT, per attività di ricerca, studio o lavoro che saranno, di volta in volta, prospettati dalle rispettive Associazioni nei paesi di pertinenza. Teti asserisce che “…è un accordo che pone le basi sulla possibilità di realizzare concretamente un polo tecnologico internazionale rivolto alla formazione di alto livello nel settore dell’Information Technology, in cui si realizzi una collaborazione fattiva tra università, aziende, istituzioni e imprenditori che intendessero partecipare alla realizzazione di questo progetto rivolto alla formazione professionalizzante. Il polo potrebbe essere realizzato proprio in Abruzzo e potrebbe rivelarsi una grande opportunità per la regione e per tutti coloro che desiderano contribuire allo sviluppo del territorio.”
Articolo pubblicato in prima pagina nella versione cartacea del mese di febbraio 2009
Nancy Pelosi invitata a visitare l’Abruzzo
febbraio 21, 2009 by Red.GdA
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21.02- Ha origini abruzzesi la Presidente Nancy Pelosi nei giorni scorsi in visita ufficiale in Italia ed all’invito a visitare la terra dove sono nati i suoi nonni ha risposto con entusiasmo. “In ragione delle sue origini abruzzesi abbiamo convenuto con la Presidente Nancy Pelosi sulla necessità di mettere in moto tutti i mezzi possibili per offrire alle imprese abruzzesi l’opportunità di avere sbocchi commerciali sul mercato statunitense. La Presidente ha anche auspicato una visita in Abruzzo per conoscere la Regione che ha dato i natali ai suoi nonni. Sarebbe questa un’occasione per incontrare le istituzioni e le forze produttive del territorio”. L’annuncio è stato dato a Napoli da Enzo la Civita, Responsabile per la American Chamber of Commerce in Italy per l’Abruzzo e Rappresentante per la Niaf er la Regione Abruzzo. in occasione del ricevimento offerto dal Console Generale degli Stati Uniti John Patrick Trun in onore della Presidente della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti d’America Nancy Pelosi. ”Da imprenditore che opera all’estero da decenni avverto infatti l’esigenza che l’Abruzzo dia vita ad una nuova strategia dell’internazionalizzazione regionale che non promuova eventi isolati e spettacolari ma che riesca a creare un modello solido e avanzato in grado di garantire una consulenza completa che accompagni la piccola e media impresa a risolvere tutti i problemi di ordine pratico quali l’analisi di mercato, l’individuazione di partners affidabili, la stipula di contratti internazionali e l’adeguamento alle normative nazionali. Solo così riusciremo a valorizzare le nostre eccellenze regionali che spaziano dal turismo alle terme, dall’alimentare all’artigianato e che hanno le carte in regola per un successo commerciale sul mercato statunitense, anche per cercare di arginare la grave crisi economica internazionale”, ha proseguito La Civita.
Articolo pubblicato in prima pagina nella versione cartacea del mese di febbraio 2009
Sanità: il Day Service alla Asl Lanciano-Vasto
febbraio 21, 2009 by AdmGdA
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21.02- Al via presso gli ospedali di Atessa,Casoli e Gissi l’innovativo modello organizzativo che la Asl Lanciano – Vasto ha presentato con una conferenza stampa alla quale era presente anche l’assessore alla Sanità, Lanfranco Venturoni.
Si tratta del Day Service, un modo facile e veloce che permettera ai cittadini di fare in un solo giorno tutti gli esami necessari per arrivare a una diagnosi o effettuare un controllo per malattie complesse che hanno bisogno di più accertamenti, senza più rimbalzare fra ambulatori, reparti e prenotazioni. A breve il servizio sarà disponibile anche negli ospedali di Lanciano e Vasto. Il Day Service, in sostanza, prevede per alcune tra le patologie più diffuse un percorso organizzato grazie al quale in una sola giornata il paziente viene sottoposto a tutti gli accertamenti necessari per arrivare a una diagnosi, così da poter lasciare l’ospedale con un quadro clinico già definito e con la prescrizione della terapia. Insomma la svolta è nel fatto che i cittadini non dovranno più preoccuparsi di prenotare una serie di prestazioni da eseguire in maniera disarticolata in più volte, ma solo andare in ospedale per usufruire di un “pacchetto ambulatoriale” già pronto (Pac), dove tutto il percorso diagnostico è stato già organizzato. Le malattie per le quali è stato già attivato il “pacchetto” sono sei: Insufficienza respiratoria – bronco pneumopatia cronica; Ipertensione arteriosa; Malattia epatica cronica; Diabete mellito; Scompenso cardiaco; Ostruzione delle arterie degli arti inferiori. Per accedere al Day Service è necessario recarsi presso il Medico di famiglia che, se lo ritiene necessario, prescrive al proprio paziente una visita ambulatoriale in ospedale presso lo specialista di riferimento. E’ quest’ultimo, in base alla valutazione clinica, a inserire il paziente nel percorso “Pac” di riferimento, nel qual caso sarà lo stesso personale ospedaliero a prenotare il Day service al paziente.
Articolo pubblicato in prima pagina nella versione cartacea del mese di febbraio 2009
febbraio 20, 2009 by AdmGdA
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Ruote & Motori Show – Salone Nazionale dell’Auto e Motociclo
”UN PIONIERE DELL’EMATOLOGIA”, L’UNIVERSITA’ DI MONTREAL PREMIA GIOVANNI D’ANGELO
febbraio 13, 2009 by AdmGdA
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Medaglia alla carriera. Partì da Orsogna nel 1951. Ha formato metà degli emato-oncologi del Québec*
E’ una bella storia quella del professor Giovanni D’Angelo, al quale la Facoltà di Medicina dell’Università di Montréal ha conferito il massimo riconoscimento: una medaglia alla carriera per essere stato «un pioniere dell’ematologia» in Quebéc, «noto per la sua erudizione, umanità e generosità».
Nato a Orsogna (Chieti), lasciò il suo paese nel novembre 1951. Giovanni D’Angelo è emigrato in Canada, dove si è laureato in medicina. La sua attività di ricercatore e docente presso l’Hôpital Maisonneuve-Rosemont di Montréal (Hmr) lo ha portato a curare e salvare la vita di tante persone, oltre ad acquisire una fama internazionale per le sue ricerche sulla leucemia e sulle altre malattie del sangue, oggetto di studio in Canada e all’estero.
Oggi opera presso la «Banque des cellules leucémiques du Québec», di cui è condirettore.
Chi lo conosce lo descrive come un ricercatore attento alla sostanza delle cose, autore di numerosi scritti scientifici, poco incline alle luci della ribalta. L’Università di Montréal lo ha ringraziato per avere «contribuito a
formare circa la metà di tutti gli emato-oncologi che svolgono la loro attività oggi in Quebéc», la provincia più estesa e la seconda più popolosa del Canada, la cui lingua ufficiale è il francese. Durante la cerimonia di consegna della medaglia alla carriera, l’emato-oncologa Marie-Anne Archambault-Grenier ha sottolineato le doti di insegnante di Giovanni D’Angelo, ma anche la sua «straordinaria umanità, la dedizione, la calma», nonché «la dolce modestia» del suo carattere. Appena ne ha la possibilità, il professor D’Angelo torna a Orsogna, un paese che è rimasto nel suo cuore. Il sindaco di Orsogna, Alessandro D’Alessandro, si è complimentato con il professor Giovanni D’Angelo, indicato come «l’esempio che la volontà, la serietà e l’impegno possono avverare i sogni», e ha espresso l’orgoglio dell’intera comunità per il riconoscimento che gli è stato tributato dall’Università di Montréal.
Il sindaco ha, inoltre, invitato il professor D’Angelo a Orsogna per un incontro pubblico con i cittadini.
Articolo pubblicato in prima pagina nella versione cartacea del mese di febbraio 2009
Teramo: nasce lo sportello “Europe Direct”
febbraio 11, 2009 by AdmGdA
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11.02- La Commissione Europea investe ufficialmente il Comune di Teramo della qualifica di Ufficio distaccato della Commissione Europea denominato “Europe Direct” per l’informazione sulle politiche comunitarie.
Il Consorzio Punto Europa Teramo col lavoro propositivo e fattivo del dr. Giovanni Luzii, già consigliere delegato per le politiche comunitarie del Comune di Teramo, per la presentazione del progetto si è avvalso di un partenariato di 21 Comuni della Provincia di Teramo e 9 Enti territoriali per assicurare un azione più capillare sul territori ” E’ un successo prestigioso, motivo di vanto per il nostro Comune” ha dichiarato il Consigliere Luzii che garantirà sicuramente un’opportunità di sviluppo per il nostro territorio, potendo operare, oltre che nel campo della comunicazione, nell’intercettazione di bandi di finanziamento a carattere comunitario. L’attività dello sportello Europe Direct avrà inizio indicativamente nella metà di marzo” ha aggiunto il Presidente del Consorzio Punto Europa, dr. Antonio Bucciarelli – presso i locali siti all’interno del Parco della Scienza in via De Benedictis 1 a Teramo.
Articolo pubblicato in prima pagina nella versione cartacea del mese di febbraio 2009
IL PENSIERO DELLA DOMENICA: Gay Pride e polemiche, ma…
febbraio 8, 2009 by AdmGdA
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08.02 – L’ipotesi di un Gay Pride nella città di Pescara in luglio è sfumata, in quanto l’associazione Arcilesbica nazionale e Arcilesbica Amazzoni in una nota precisa che il raduno si terrà a Genova, ma le voci su una richiesta fatta alla questura di Pescara per svolgere la “singolare” manifestazione avevano già suscitato reazioni ed avviato un acceso dibattito. Si sono immediatamente mobilitati i rappresentati di Forza Nuova pronti a fare una contromanifestazione nel caso fosse stata vera la notizia e ad occupare 10 mq “per ogni metro quadrato concesso ai gay” avevano scritto l’altro ieri.
Ampia disponibilità invece da parte dei Riformatori Liberali abruzzesi ” ben lieti di accogliere le associazioni omosessuali e di partecipare alle manifestazioni ” ha scritto il loro responsabile regionale Alessio di Carlo. Molti esponenti del mondo cattolico si erano subito allarmati per l’avvenimento.
C’e’ però da precisare che essere contrari ad una manifestazione di questo tipo non significa che automaticamente si è intolleranti verso i gay. Si possono accettare mille diversità e non per questo condividere un “gay pride” una manifestazione dell’orgoglio gay, oppure della fierezza gay, o in qualsiasi altra traduzione si voglia usare. D’altronde anche per un gay, non penso basti sfilare con piume d’oca e tanga per essere più o meno fiero del suo stato come non serve assistere ad una manifestazione del genere per cambiare idea sugli omosessuali. Ampia libertà di fare cortei e sfilare dove e come si può, ma ampia libertà anche di non condividere.
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Articolo pubblicato in prima pagina nella versione cartacea del mese di febbraio 2009
Tutti col naso all’insù, 2009 anno dell’Astronomia.
gennaio 27, 2009 by AdmGdA
Filed under 2-articoli nel mensile, 3-BelleNews...Tutte, 4-Cultura e Società, BelleNews...regione, Gennaio2009
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Il 2009 è stato proclamato dall’ONU Anno Internazionale dell’Astronomia, IYA2009.
L’apertura ufficiale ci sarà a Parigi il 15 gennaio presso la sede UNESCO, con la partecipazione di capi di stato, ministri e delegati degli oltre 130 Paesi partecipanti, oltre a scienziati e a vari premi Nobel per la fisica che parleranno dello stato di questa antica eppure attualissima Scienza. E’ il punto di arrivo di un cammino iniziato nel 2003 e che ha visto l’Italia come primo proponente della proclamazione del 2009 dell’Anno dell’Astronomia, ad UNESCO prima e poi ad ONU proprio in concomitanza con il quarto centenario dell’utilizzo del cannocchiale per lo studio del cielo da parte di Galileo Galilei, il logo dell’Anno Internazionale: L’Universo, a te scoprirlo! Guardare il cielo e scoprirne i misteri è affascinante, bisogna stare attenti a dove si mettono i piedi. In sostanza guardiamo pure gli astri ma non perdiamo di vista ciò che ci circonda, potrebbe essere pericoloso. Buon Anno.
Gioia Salvatore
______________________________________ _ _articolo pubblicato nella edizione di Gennaio 2009
(foto: peter Wienerroiter http://homepage.univie.ac.at/peter.wienerroither)

































08.02 –
Ampia disponibilità invece da parte dei Riformatori Liberali abruzzesi ”



















